Categoria: Neurologia

  • AUDIT – Alcohol Use Disorders Identification Test

    AUDIT – Alcohol Use Disorders Identification Test

    L’AUDIT, acronimo di Alcohol Use Disorders Identification Test, è uno strumento di screening sviluppato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per identificare e valutare rapidamente il rischio di consumo di alcol nelle persone. È progettato per essere utilizzato facilmente nei contesti clinici quotidiani, aiutando medici e altri operatori sanitari a riconoscere i comportamenti a rischio e pianificare interventi appropriati. Con un focus particolare su adulti e giovani adulti, l’AUDIT è uno strumento versatile che può essere adattato per l’uso in diverse popolazioni e contesti clinici, fornendo una valutazione standardizzata essenziale per la pratica della medicina preventiva e gestionale.

    • Target: Adulti e giovani adulti; anche per adolescenti con validazione locale.
    • Uso: Screening universale; utilizzabile in medicina generale, pronto soccorso, reparti ospedalieri, servizi per le dipendenze.
    • Tempo: 2-3 minuti

    Abstract

    L’Alcohol Use Disorders Identification Test (AUDIT) fornisce un metodo sistematico per il riconoscimento precoce dei disturbi legati all’alcol. Progettato per adulti, giovani adulti e adattato, dove possibile, per adolescenti, l’AUDIT si compone di 10 domande a scelta multipla con punteggi che vanno da 0 a 40. Questo strumento permette un’analisi rapida del consumo di alcol, la valutazione dei sintomi di dipendenza e delle conseguenze del consumo dannoso, supportando gli interventi clinici guidati dal rischio identificato.

    A chi è rivolto

    Lo strumento di screening AUDIT è destinato a un ampio pubblico di adulti e giovani adulti, con applicazioni possibili anche sugli adolescenti in base alle validazioni locali. È indicato in ambienti vari come medicina generale, pronto soccorso, reparti ospedalieri, e salute mentale, oltre a servizi per le dipendenze. È importante prestare attenzione ai cut-off adattati per donne e anziani, e, durante la gravidanza, qualsiasi consumo richiede un counseling mirato.

    Ambito clinico

    Lo strumento può essere implementato in una varietà di specialità cliniche tra cui medicina generale, alcologia, psichiatria, medicina d’urgenza, interna, gastroenterologia, ginecologia/ostetricia, e geriatria. È utilizzato in salute pubblica per la medicina preventiva e in medicina del lavoro, provvedendo all’identificazione delle comorbidità aggravate dall’alcol e pianificazione del necessario intervento clinico.

    Modalità di somministrazione

    L’AUDIT può essere somministrato tramite autocompilazione o attraverso un’intervista strutturata, in formato cartaceo o digitale. Sono possibili anche somministrazioni telefoniche o tramite telemedicina. Il questionario valuta i consumi degli ultimi 12 mesi, su una scala da 0 a 4 per ciascuno dei 10 item. Ogni intervista dovrebbe garantire un ambiente riservato e non giudicante, assicurando la privacy e un linguaggio chiaro. Un punteggio totale ≥8 (per uomini) o ≥7 (per donne/anziani) richiedono un’attenzione particolare.

    Riferimenti scientifici

    1. Saunders, J. B., Aasland, O. G., Babor, T. F., de la Fuente, J. R., & Grant, M. (1993). Development of the Alcohol Use Disorders Identification Test (AUDIT): WHO Collaborative Project on Early Detection of Persons with Harmful Alcohol Consumption—II. Addiction, 88(6), 791–804. https://doi.org/10.1111/j.1360-0443.1993.tb02093.x
      Nota: Articolo originale di sviluppo e validazione dell’AUDIT.
    2. Babor, T. F., Higgins-Biddle, J. C., Saunders, J. B., & Monteiro, M. G. (2001). AUDIT: The Alcohol Use Disorders Identification Test: Guidelines for use in primary care (2nd ed.). World Health Organization. https://apps.who.int/iris/handle/10665/67205
      Nota: Manuale WHO con istruzioni operative.
    3. Bush, K., Kivlahan, D. R., McDonell, M. B., Fihn, S. D., & Bradley, K. A. (1998). The AUDIT Alcohol Consumption Questions (AUDIT-C): An effective brief screening test for problem drinking. Archives of Internal Medicine, 158(16), 1789–1795. https://doi.org/10.1001/archinte.158.16.1789
      Nota: Studio sul AUDIT-C con 3 item.
    4. Bohn, M. J., Babor, T. F., & Kranzler, H. R. (1995). The Alcohol Use Disorders Identification Test (AUDIT): Validation of a screening instrument for use in medical settings. Journal of Studies on Alcohol, 56(4), 423–432. https://doi.org/10.15288/jsa.1995.56.423
      Nota: Validazione in setting clinici.

    Citazioni

    Saunders et al., 1993 (Addiction) è ampiamente citato con un ordine di grandezza >10.000 citazioni, in particolare da linee guida internazionali. Babor et al., 2001 (WHO manual) conta migliaia di citazioni a livello internazionale. Bush et al., 1998 (AUDIT-C) è molto citato con diverse migliaia di citazioni e Bohn et al., 1995 conta centinaia a migliaia di citazioni.

    Il questionario è stato citato da numerosi lavori nel tempo ed è importante verificare sui portali aggiornati per i conteggi più accurati.

    Ultimo aggiornamento: [data di esecuzione script]

  • DUDIT – Drug Use Disorders Identification Test



    DUDIT – Drug Use Disorders Identification Test

    DUDIT – Drug Use Disorders Identification Test

    Il DUDIT, acronimo di Drug Use Disorders Identification Test, è uno strumento diagnostico breve composto da 11 domande progettato per identificare e valutare la gravità dei disturbi legati all’uso di droghe (escluso l’alcol). Adatto per l’uso sia in contesti di medicina generale che in servizi specializzati per le dipendenze e la salute mentale, permette una rapida valutazione da parte di professionisti sanitari. Il questionario può essere autocompilato, su supporto cartaceo o digitale, oppure somministrato attraverso un’intervista breve, rendendolo versatile ed efficiente nei vari setting clinici.

    • Target: Adulti con sospetto o rischio di uso di droghe
    • Uso: Screening e monitoraggio dei disturbi da uso di sostanze
    • Tempo medio: 3–5 minuti

    Abstract

    Il DUDIT è uno strumento di screening progettato per identificare i disturbi da uso di droghe in adulti. Questo questionario, composto da 11 domande, viene somministrato principalmente in medicina delle dipendenze e in psichiatria, nonché in contesti di medicina generale e psicologia clinica. È utilizzato per stimare la gravità del disturbo e per il monitoraggio nel follow-up terapeutico. La somministrazione è flessibile, potendo avvenire autonomamente o mediante intervista breve.

    A chi è rivolto

    Questo test è mirato a individui adulti che mostrano un sospetto o rischio di uso di droghe. È particolarmente utile per utenti che frequentano contesti di medicina generale, servizi per le dipendenze e salute mentale.

    Ambito clinico

    Il DUDIT si applica principalmente nei settori della medicina delle dipendenze, psichiatria, medicina generale e psicologia clinica.

    Modalità di somministrazione

    Il test può essere autocompilato sia su carta che in formato digitale, oppure somministrato attraverso un’intervista breve, rendendolo un’opzione versatile per diversi setting clinici.

    Riferimenti scientifici

    [Inserire qui i riferimenti bibliografici disponibili]

    Ultimo aggiornamento: [data di esecuzione script]


  • AES – Valutazione dell’apatia

    Target: Adulti con sospetta apatia
    Uso: Professionisti sanitari
    Tempo5–10 minuti
    VersioniAES-C (clinico), AES-I (informant), AES-S (self)

    Overview

    L’Apathy Evaluation Scale (AES) è uno strumento standardizzato per la valutazione dell’apatia negli adulti, progettato per misurare le componenti motivazionale, comportamentale ed emotiva del comportamento finalizzato a uno scopo. La scala comprende 18 item con risposta Likert e dispone di tre versioni parallele: clinico (AES-C), informant/caregiver (AES-I) e autosomministrata (AES-S). È impiegata per screening e monitoraggio nel tempo, supportando la pianificazione dell’intervento e la valutazione dell’efficacia terapeutica.

    A chi è rivolto

    La scala è rivolta ad adulti con sospetta apatia in diversi contesti clinici (ambulatori specialistici, reparti ospedalieri, servizi territoriali, valutazioni domiciliari). È destinata all’uso da parte di professionisti sanitari formati (neurologi, psichiatri, neuropsicologi, geriatri e altri clinici coinvolti nella valutazione neuropsichiatrica). Nei pazienti con deficit cognitivi o di consapevolezza, la versione informant (AES-I) può fornire una prospettiva complementare o preferibile rispetto all’autosomministrata.

    Obiettivi clinici

    • Screening strutturato dell’apatia in adulti con sospetta compromissione motivazionale.
    • Quantificazione della gravità e monitoraggio longitudinale dei sintomi apatici.
    • Supporto al ragionamento clinico nella distinzione tra apatia, depressione e anergia.
    • Valutazione dell’efficacia di interventi farmacologici, riabilitativi e psicosociali.
    • Facilitazione del dialogo con caregiver e team multiprofessionale.

    Modalità di somministrazione

    L’AES comprende 18 item su scala Likert a 4 punti; alcuni item sono invertiti e richiedono ricodifica in fase di scoring. La somministrazione richiede in genere 5–10 minuti, con istruzioni standardizzate e un ambiente idoneo per ridurre distrazioni. La versione clinica (AES-C) è condotta tramite intervista strutturata; la informant (AES-I) viene compilata da un caregiver che conosca bene il paziente; la self (AES-S) è indicata quando comprensione e insight sono adeguati. In telemedicina è consigliabile l’uso di moduli elettronici conformi alla versione cartacea e la verifica dell’identità del compilatore.

    Interpretazione dei punteggi

    Il punteggio totale si ottiene dalla somma dei 18 item (dopo la ricodifica degli item invertiti). In presenza di co-morbilità (p.es. depressione, rallentamento motorio o sedazione farmacologica) è necessaria cautela nell’interpretazione e l’integrazione con dati clinici e strumenti complementari.

    Riferimenti scientifici

  • CAT™ – Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO)

    CAT™ – Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO)

    A chi è rivolto

    Adulti con diagnosi o sospetto di BPCO; utilizzato da medici (pneumologi e medici di medicina generale) per monitorare l’impatto dei sintomi sulla qualità di vita.

    Specialità clinica

    Pneumologia; Medicina generale; Medicina interna

    La Patient Journey

    Dal sospetto alla diagnosi: valutazione clinica e spirometria per confermare l’ostruzione ed escludere diagnosi alternative. Prima valutazione: compilazione del questionario CAT (8 item, punteggio 0–40) per quantificare l’impatto dei sintomi sulla qualità di vita. Pianificazione terapeutica: integrare il punteggio CAT con storia di esacerbazioni, comorbidità e funzione respiratoria per definire il piano (farmaci, riabilitazione, cessazione del fumo). Follow-up: ripetere il CAT regolarmente (es. ogni 3–6 mesi o dopo modifiche terapeutiche) per identificare cambiamenti clinicamente significativi (>= 2 punti) e regolare il trattamento. Autogestione ed educazione: usare il CAT per facilitare il dialogo medico–paziente, fissare obiettivi condivisi e promuovere aderenza e stile di vita. Rinvio/ottimizzazione: in caso di punteggi elevati, peggioramento o esacerbazioni frequenti, considerare rivalutazione specialistica, indagini aggiuntive e ottimizzazione della terapia.